Lascia un commento

Black Sarah

The most famous Gypsy feast that gathers Gypsies from all over Europe is the feast of Saint Sarah in the CamargueAs legend goes, Mary Jacobi and Mary Salome were abandoned with other exiled people on a boat and they were helped by Sarah: she threw her cloak that became a raft on the water and they reached the Camargue. Then, their companions left to spread Christianity on earth, while the two Marys remained with Sarah, who helped them by becoming a beggar. 

Image

The Catholic Church has never recognized Saint Sarah, but Gypsies consider her their patroness maybe due to her humble origins and they gather on every May 24th to honour her in Les Saint Maries De La Mèr. On that day they carry the statue of Sarah (Sara la Kali, i.e. Black Sarah, for her dark skin) on their shoulders up to the sea, where it is immerged three times while musicians strike up beautiful melodies.
On May 25th Gypsies celebrate the two Marys. After the ceremony in the church, the boat with the two Marys’ statues is transported up to the sea by les Guardians of the Camargue and pilgrims, following the same path that the Marys once trod. The people who carry the boat go into the water and a bishop on another boat blesses the pilgrims and France. The feast ends with the pilgrims returning to the church where they sing and dance until late at night.
It is worth highlighting that the pilgrimage in the Camargue takes place thanks to an Italian, the Marquis Folco Baroncelli, a strenuous defender of oppressed minorities who was born in 1869 in Aix-en-Provence, through whom the Gypsies obtained the right to celebrate Saint Sarah in 1935172. This is the reason why he is a venerated figure in the Camargue; a museum has been named after him and he is the protagonist of an entire day of celebrations. In fact, after a short ceremony at his tomb, les Guardians participate in the abrivado, a bull street run in which the bulls are driven by les Guardians armed with lances on horseback into the arena where Baroncelli’s descendants perform in ancient plays.

2 commenti

La mia tesi/My Graduation Thesis/ Mi tesis

Grazie a tutti per i vostri commenti! E per saperne di più… Thank you all for your comments! And if you want to know more… Gracias a todo el mundo por los comentarios! Y para saber más…

La_cultura_gitana_un_mondo_sconosciuto_per_una_possibile_integrazione

19 commenti

Spirits, magic and witchcraft

Ourmes or Ursitory: they are similar to the Latin Fates Parcae or the Greek Moirai, the goddesses of fate, and Gypsies are afraid of them above all in Central Europe. They are also known as White Women as they wear white dresses and they go in groups of three. They intervene when a gypsy baby is born to determine the child’s fate: one is good, one brings bad luck and the third plays a neutral role.

(Parcae)

The night after childbirth, a furrow is dug around the tent where the mother and child are and it is filled with holly to prevent the Ursitory being intimidated by evil spirits. Obviously, the ritual can differ depending on the country the Gypsies come from. When all is ready everybody must leave the tent apart from the sorceress who remains near the door, because she is the only one that can see these creatures, “and she will sing songs and whisper prayers until morning to attract good luck and health towards the baby”.

Kechali (or fates of the woods): their influence over people’s destiny stems from their virginity because they can have a love story with a human but it would be a total catastrophe. In fact, he would be driven crazy, she would lose her powers and their child would be born dead. This is the reason why the Kechali try to disappear by hiding themselves in the mountains.

As legend goes, the Queen of the Kechali Ana married King Lotcholico to prevent her people from being exterminated. They had nine children called Pathogen Daemons which are responsible for the presence of witches.

Holypi (witches): are possessed by the devil by having sex with a daemon. Their most important characteristic is the capacity to transmit the daemon spirit to men or animals and the numerous legends on them are the result of a combination of Gypsy beliefs and those of other populations (i. e. the annual festival of witches is celebrated on the night of Pentecost).

In addition to these categories, the mediator between the spiritual and earthly world is the sorceress, the real priestess of the Gypsy religion. A woman becomes a sorceress through inheritance combined with a suitable education, or by having sex with a Nivaci(water spirit). She has to predict the future, pray to the spirits or heal illnesses caused by bad luck, because Gypsies have to know what they must not do if they do not want to have a tragic fate.

 

 

Lascia un commento

Etimologia dei termini zingaro, gitano, nomade: Samer e il vitello d’oro

Il termine zingaro o zingano proviene dal greco Athinganoi, e significa “gli intoccabili”, in riferimento alla 5° casta indiana dei paria o dalit, ossia coloro che svolgono mestieri che hanno a che fare con il corpo umano (dal barbiere al becchino). Il loro contatto rischia di contaminare caste superiori, ed è per questo che al giorno d’oggi sono ancora soggetti a profonde discriminazioni.

Athinganoi è il nome di un’antica setta eretica presente in Asia Minore tra la Frigia e la Licaonia che osservava ferree regole legate alla purezza. I membri di tale setta assunsero questo nome quando fecero la loro comparsa nell’Impero Bizantino ed erano descritti come indovini, incantatori di serpenti, maghi ecc. Il loro nome è dovuto alla presunta discendenza da Samer, l’orafo che costruì il vitello d’oro per far sì che la parte di popolo non ebrea unitasi agli Ebrei scappati dall’Egitto avesse un dio da adorare. Il vitello venne costruito con il benestare di Aronne, fratello di Mosè, e vennero coinvolti anche tremila Ebrei nell’adorazione di questa statua aurea. Per questo, Samer fu condannato a vivere separato dagli esseri umani e ad evitare di essere toccato.

Il termine gitano sia in Italiano sia in Spagnolo, nonché il termine gypsy in Inglese, gitan in Francese ecc., rimandano al mito della provenienza di tali gruppi etnici dall’Egitto. In Italiano, si riferisce agli zingari spagnoli, ma è usato come sinonimo di zingaro e Rom nel senso generico del termine.

Il termine nomade risalirebbe, invece, allo stile di vita primario di tali popolazioni, chiaramente soggetto a numerose critiche.


 

Lascia un commento

Gitanos, zíngaros, bohemios

Gitanos, romaníes, zíngaros o pueblo gitano son los nombres con los que se denominan los miembros de una etnia originaria de India con rasgos culturales comunes, aunque haya diferencias entre sus subgrupos.

El término gitano es una contracción de la palabra egiptano que, según una teoría, nace con los gitanos procedentes de Egipto. Es el término más utilizado en español, aunque se le reconocen connotaciones peyorativas (RAE). Por eso, recientemente en España se propuso sustituir este término con Romaní o Rom “para designar a todos los gitanos con independencia de su nacionalidad o país de estancia”.  También en España se utiliza el término calé (negro).

Zíngaro (del que proceden los términos zíngaro en italiano, tzingane o tsingane en francés y zigeuner en alemán)  procede del griego Athinganoi y significa “los intocables”, en referencia a la casta india de los paria o dalit, considerados impuros porque realizan oficios que les obliga a estar en contacto con el cuerpo humano (como el barbero o el enterrador) y pueden contaminar a otras castas superiores.

Por último, otra palabra utilizada como epónimo es también bohemios, ya que el rey de Bohemia les concedió un salvoconducto con el que los gitanos consiguieron entrar en Francia en el siglo XV.

 

1 Commento

Cultura gitana: famiglia, matrimonio e rito funebre

L’importanza della famiglia

Image

La società zingara è essenzialmente basata sulla famiglia, poiché l’individuo da solo non ha senso e viene accettato in quanto avente un ruolo ed appartenente ad un nucleo familiare. Generalmente la prole è numerosa ed ha molta libertà, dal momento che deve contribuire al sostentamento familiare ed alla cura dei più piccoli. Di solito i maschi affiancano il padre nella sua attività di vendita presso fiere o mercati, mentre le femmine seguono le orme della madre.

Anche il il resto della famiglia è considerato di estrema importanza, tanto da determinare casi di convivenza tra gli appartenenti allo stesso gruppo.

Gerarchia

Nella società zingara non vi è un capo specifico, ma ci sono delle figure molto rispettate, tra cui gli anziani, il padre, la madre e il più saggio del gruppo. i membri più anziani costituiscono la kris, ovvero un tribunale che si riunisce in occasioni particolari per risolvere delle controversie matrimoniali o prendere decisioni importanti in caso di azioni commesse a danno di altri membri del gruppo. Di solito, tutto si risolve con il pagamento di un’ammenda da parte del colpevole.

Il matrimonio

Nonostante ci siano ancora dei gruppi fedeli alle antiche tradizioni (come la rottura del famoso cantaro dopo la riunione dei clan, i cui pezzi ottenuti indicano quanti anni durerà il matrimonio), generalmente il matrimonio è sancito dalla fuga degli innamorati. Il fidanzato, in un giorno prestabilito, fugge con la fidanzata e la coppia viene riconosciuta ufficialmente dalla famiglia nel momento in cui fa ritorno al campo attraverso una festa molto semplice.

Anticamente il matrimonio veniva celebrato in pompa magna, ma a volte lo sposo era costretto a contrarre dei debiti per riuscire a sostenere le spese necessarie, quindi è possibile indicare come rituale unico e generalizzato quello della fuga d’amore sopra descritto.

Il sesso prima del matrimonio è severamente vietato e alle donne viene insegnato sin da bambine a rimanere vergini per il futuro marito. I matrimoni con persone non gitane sono generalmente ostacolati, anche se ultimamente si sono verificati dei casi simili.

Il rito funebre

Image

Quando una persona muore, tutta la comunità è in lutto ed i membri si riuniscono intorno alla salma per chiedere perdono al deceduto relativamente a qualche azione compiuta contro di lui. Senza questo rito, si teme che il morto possa tornare sotto forma di spirito malvagio e causare problemi alla comunità. A volte le narici del defunto vengono riempite di cera per evitare che degli spiriti malvagi possano occuparne il corpo. Vestiti, soldi, gioielli ed utensili vengono riposti nella bara, poiché servono al defunto per vivere nell’aldilà, mentre le sue proprietà vengono bruciate, rotte o vendute ad un gagè (non zingaro).

I gitani credono nella reincarnazione dei defunti in corpi di animali o di altri esseri umani. Qualora ciò non avvenisse, il defunto potrebbe apparire sotto forma di “morto vivente” per vendicarsi delle offese subite durante la vita terrena.

Lascia un commento

The English Usage of Terms Referring to Gypsies

Rom, Roma, Romani

These three terms can be used as adjectives and singular or plural nouns as an alternative for the term Gypsy.

Although the term Roma once specifically denoted the Romani people historically concentrated in Eastern Europe and the Balkans, today all three are considered synonyms.

In addition, the term Romani is used by a lot of organizations, including the United Nations and the Council of Europe.

Gypsy

This term comes from the Greek word “Egyptian” and stems from the belief that Gypsies originally came from Egypt. It can be found in international research programmes and documents and policies related to their community.

Even the writer Victor Hugo in his novel “The Hunchback of Notre Dame” calls the Romanies Egyptians. Although this term often has negative connotations, today its use has become so widespread that even a lot of Romanies themselves use it in the names of their own organizations.

The term Gypsy shares its origin with the Spanish/Italian term Gitano and the French one Gitan all referring to their Egyptian origin.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: