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Accoglienza dei gitani in Europa: persecuzioni

I gitani sarebbero arrivati in Europa nel XV secolo da due punti: da un lato a seguito dei saraceni che, percorrendo l’Arabia e l’Egitto, erano soliti effettuare delle incursioni periodiche in Spagna, dall’altro accompagnando gli invasori turchi, passando per Ungheria e Boemia.

Contesto storico europeo

L’Europa si trovava in un periodo in cui la religione dominava su tutto ed il clero costituiva la classe dirigente, senza la quale non era possibile prendere alcuna decisione.

In particolare, la Spagna si trovava nel periodo de la Reconquista, mentre la Germania era impegnata in lotte cruente contro le diverse sette in cui si stava dividendo il Cristianesimo.

Proprio nel bel mezzo di questo marasma arrivarono i gitani, i quali si stabilirono vicino a fiumi e boschi per vivere come allevatori e fabbri, grazie alla loro raffinata arte nella lavorazione dei metalli.

Accoglienza discreta

All’inizio i gitani suscitarono la sorpresa delle popolazioni europee per il loro stile di vita e per la mancanza di una religione precisa. Comunque, vennero ben accolti e erano anche i benvenuti al cospetto della classe nobile, dal momento che proprio loro avevano forgiato i proiettili usati dai Paesi europei (Spagna e Germania, nello specifico) per respingere i popoli invasori. Soprattutto in Spagna, Italia e Germania molte tribù gitane godevano della protezione di famiglie nobili, le quali non disprezzavano questo tipo di convivenza.

Inizio delle persecuzioni

Di punto in bianco, iniziarono le accuse contro il popolo gitano, passando dalla diffidenza a vere e proprie denunce. Spie, ladri, stregoni, cannibali, alleati del demonio, ecc. Tutto ricadde su questo popolo senza una motivazione precisa, ed iniziarono le persecuzioni, dapprima con il divieto dell’esercizio della professione, per poi passare alle vie legali.

Episodi di persecuzioni legali

  • 1348: anno della diffusione della peste nera, il cui avvenimento venne attribuito agli ebrei, i quali avrebbero avvelenato l’acqua di fonti e cisterne per liberarsi dei cristiani. Per sfuggire alle persecuzioni, si sarebbero nascosti nei luoghi più remoti del mondo, per poi uscire allo scoperto dopo 50 anni dicendo di chiamarsi “egiziani” (egipcios);
  • 1492: pubblicazione del Decreto di Alhambra Re Cattolici che determinò l’espulsione degli ebrei dalla Spagna. Questo fu il primo provvedimento a cui si ispirarono gli altri decreti che imposero successivamente tutti i sovrani d’Europa;
  • 1494: editto di Medina del Campo, ispirato dall’arcivescovo Jimenez de Cisneros, secondo il quale i gitani erano obbligati a vivere prestando servizio presso le case dei nobili, altrimenti sarebbero stati costretti alla tortura e all’esilio perpetuo;
  • 1500: Dieta di Augusta, legge attraverso la quale l’imperatore Massimiliano I impone ai gitani di abbandonare il Paese, imitato da molti altri Paesi europei, tra cui Italia, Francia, Inghilterra, Paesi Bassi, Scozia ecc.
  • Nel tardo 1700, con il dispotismo illuminato, si tenta di assimilare la cultura gitana. In particolare con il re Giuseppe II  e Carlo III, il quale nel 1783 impose delle leggi in cui i gitani erano considerati sudditi uguali agli altri e sarebbe stato punito chiunque li avesse ostacolati in qualche modo, influenzando così anche il resto dell’Europa. Da qui inizia a cambiare lo stile di vita dei gitani, i quali si mostrano più propensi a mescolarsi anche con etnie diverse dalla loro, anche se poi a causa della diffidenza manifestata da chi li circonda, soprattutto in determinati luoghi, essi hanno finito con l’accettare la loro condizione di miseria senza più lottare inutilmente.

In più

Un aneddoto non molto conosciuto nella storia dei gitani è la persecuzione che essi subirono nel periodo  della II Guerra Mondiale. Tra tutti gli ebrei deportati nei campi di sterminio, anche milioni di zingari vennero riuniti dapprima nei campi di abitazione, per poterli sorvegliare, poi iniziarono gli esperimenti di sterilizzazione ed i diversi studi biologici per determinare a quale razza appartenessero, dal momento che i tedeschi avevano dei dubbi sulla loro razza. Successivamente, grazie ad una tesi di laurea di un’assistente del dott. Ritter, che lavorava al Ministero della Sanità, si affermò che i bambini zingari presentavano il gene del nomadismo, quindi erano potenzialmente pericolosi. Attraverso questa spiegazione è possibile dare una giustificazione all’olocausto degli zingari, i quali all’inizio vennero sterilizzati e poi deportati nei campi di concentramento, tra cui Dachau, Mauthausen,  Watzweiler,  Neuengamme,  Ravensbruck,  Buchenwald, Jagala, Treblinka,  Auschwitz, in cui si procedette al loro sterminio.

Per non dimenticare.

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5 commenti su “Accoglienza dei gitani in Europa: persecuzioni

  1. La storia la amo, i fatti meno conosciuti e pressoché ignorati ancora di più, brava!

  2. […] Continua qui accoglienza-dei-gitani-in-europa-persecuzioni […]

  3. Bello questo articolo. Lo farò leggere in classe. Complmenti

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